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Museo Trans-unto
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Foto / Pittura
Testi di:
 Francesco Galluzzi
 Matteo Chini
 Lorenzo Pizzanelli
Museo in pianta
Visita Guidata al Museo
MUSEO TRANS - UNTO
Testo di Lorenzo Pizzanelli


LA SOAP OPERA

E' chiaro che la percezione dell'opera d'arte nell'epoca delle Grandi Expo non poteva che trasformare tutte le avanguardie e la stessa Fluxus in una soap opera o telenovela domestica anche se col sottofondo alla Cage.
Questa la saga del Trans-Unto e del suo direttore che dispensa visite guidate, riti quotidiani, esorcismi domestici, in un museo-appartamento abitato che permette performances segrete.

Non è dunque più il caso di ripensare gli spazi domestici come territori magici?

Se negli anni '60 - '70 il mondo intero poteva diventare un'opera d'arte, magari collettiva, oggi, negli anni '90, un museo d'arte contemporanea come il Trans-Unto è il ricettacolo dell'autentico falso.
Falso perché di un'ideologia già fuori moda, autentico in quanto transitoria l'attribuzione del valore: i Malevitch tornano ad essere prese per la luce, l'Oldenburg il frigorifero della Ignis, il grasso di cucina attribuito un momento prima a Beuys può essere sgrassato, gli allevamenti di polvere duchampiani rimossi da un'aspirapolvere di ispirazione kunsiana, ecc.

La transustanziazione è così diventata un processo continuamente reversibile come per il sangue di San Gennaro, ma i miracoli anche quando si ripetono cambiano di connotazione e valore: l'originale è un "eterno perduto" (1). Quest'ultimo, l'originale, il vero, preso per buono dalla storia che vale più del falso (2) può dare grossi problemi.
Infatti ogni verità assunta come universale può diventare una minaccia per la collettività e soprattutto per l'individuo.

Chi nel nostro secolo ha temuto di più il museo come estetica universale ed omologante se non gli artisti?

In quest'ottica l'artista può essere visto come un "martire iconoclasta" (martire perché flagellato dalle antiche icone - iconoclasta perché cerca di redimersi combattendole) che salito poi agli altari si trasforma a sua volta in icona flagellante.

Questa potrebbe essere la versione più tragica della saga transuntiana: un cosciente nomadismo morale ancor più che materiale.

Con questo patto segreto, gli artisti (viventi e non abitanti il museo) vengono invitati ad esporre o ad esporsi seguendo l'inevitabile rito sacrificale: diventeranno martiri o carnefici?

L'accidente occidentale e i suoi luoghi delle muse potranno mai liberarsi dal martirio della telenovela o storia universale?

Lorenzo Pizzanelli
dir. Museo Trans-Unto

note:

(1) A.L.Lavoisier avrebbe detto meglio: nulla si crea nulla si distrugge ecc.;la sua estetica post moderna era al di lˆ del nuovo e dell'iconoclasta.

(2) Il falso di natura o copia dal vero pass˜ di moda giˆ nell'antichitˆ ed oggi i Cyborgs o replicanti vanno considerati tutti come pezzi unici, come ready made rettificati o catalogati (ch' lo stesso).
L'aura non si perde, si trasforma.
Vedi nota precedente.
 
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